- Ecomuseo dei Laghi Varesini

 

Ecomuseo, che cosa significa?

Ci piace riportare una delle definizioni date da uno dei padri fondatori degli ecomusei, il francese Georges-Henri Rivière, il 13 gennaio 1976:

“Uno specchio in cui una popolazione si guarda, per riconoscersi, dove essa ricerca la spiegazione del territorio in cui vive insieme a quella delle popolazioni che l’hanno preceduta, nella discontinuità o continuità delle generazioni. Uno specchio che questa popolazione offre ai suoi ospiti, per farsi meglio comprendere, nel rispetto del proprio lavoro, dei suoi comportamenti, della sua intimità”.

In tempi più recenti Indro Montanelli: “Un popolo che ignora il proprio ieri non ha un domani”.

 

 

Ecomuseo, perchè?

Così ne spiega la nascita il Prof. Maurizio Boriani in una lezione tenuta alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano il 14 marzo 2011:

“... Dunque una storia di segregazioni: nei musei, nei parchi naturali e negli elenchi dei “monumenti nazionali” e una storia di esclusioni, al di fuori di essi. Una prassi che faceva comodo, dal momento che, nello stesso istante in cui ci si metteva la coscienza a posto per aver operato un atto di tutela, si poteva lasciare campo libero, al di fuori delle aree protette, alle distruzioni più grette, agli abbandoni più inconsapevoli, ai vandalismi e alle speculazioni economiche più miopi.

Un’altra consapevolezza sarebbe tuttavia maturata negli stessi anni: il problema della tutela del patrimonio naturale e storico ereditato dal passato non poteva essere disgiunto da una questione ancora più complessa: quella della salvaguardia delle culture umane, cioè del patrimonio antropologico di valori, di tradizioni, di conoscenze, di abilità su cui una società umana è fondata. Oggi si parla di cultura materiale e di patrimonio intangibile. Un problema tanto più acuto nell’era della globalizzazione, che vede mescolare genti e culture con gli inevitabili rischi della perdita di identità, dell’incomprensione, di altre e ancora più pericolose forme di segregazione, tra uomini e non più tra le cose.

Si sente dunque il bisogno di nuovi approcci, di una ecologia umana oltre che naturale, di strumenti che sappiano governare il difficile rapporto tra inevitabili trasformazioni del mondo, indispensabili attenzioni per la sua delicatezza e irrinunciabili apporti delle tradizioni e della memoria, collettiva e individuale. Così, una attenzione per un approccio olistico è diventata indispensabile, sia che esso riguardi l’ambiente naturale, sia che si occupi del patrimonio storico e antropologico di una comunità umana ...”.

 

Ecomuseo, quando? 

Gli ecomusei nascono in Francia nella seconda metà del secolo scorso e si diffondono lentamente anche nel resto del mondo. In Italia approdano dapprima in Piemonte e nel 2007 in Lombardia con la legge regionale n. 13 del 12 luglio 2007 che stabilisce che: “Gli ecomusei sono costituiti da enti locali, in forma singola o associata, o da associazioni, fondazioni o altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro”.

L’Ecomuseo dei Laghi varesini viene istituito dalla Fondazione Gianfranco Realini per la valorizzazione ecosostenibile del territorio il 31 dicembre 2009 ed è stato riconosciuto dalla Regione Lombardia nell'aprile 2014.

 

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